Calvin Weir-Fields è un giovane scrittore che ha già avuto successo con il suo primo romanzo. All’improvviso sembra che la creatività lo abbia abbandonato, fino a quando comincia a sognare di una ragazza che diviene la sua fonte di ispirazione. Il blocco dello scrittore sembra brillantemente superato ma un giorno accade l’impensabile: Ruby, la protagonista del romanzo che sta scrivendo, si materializza in casa sua.
Diretto da Jonathan Dayton, Valerie Faris, con Paul Dano, Zoe Kazan, Ruby Sparks è un atto di magia che grazie alla sospensione dell’incredulità diviene metafora della natura egoistica dei rapporti di coppia. Una miscela kaufmaniana che riporta alla mente lo splendido Eternal Sushine of the Spotless Mind, diretto da Michel Gondry nel 2004.
SE MI SOGNI TI CANCELLO
Cos’hanno in comune il desiderio di controllare l’amore e la paura di accettarne l’imprevedibilità? In Ruby Sparks il potere è esplicito e letterale, lo scrittore protagonista crea la donna che ama e può modificarla a piacimento. L’amore diventa un atto di scrittura, quindi di dominio. Il film smaschera con leggerezza una fantasia profondamente maschile, quella di modellare l’altro secondo i propri bisogni, confondendo l’innamoramento con il possesso. In Se mi lasci ti cancello il controllo assume una forma opposta ma speculare. Non si riscrive la persona amata, si tenta di cancellarla. La tecnologia promette di eliminare il dolore rimuovendo il ricordo, ma finisce per svuotare l’esperienza emotiva. Gondry racconta l’amore come qualcosa che resiste anche alla rimozione, perché nasce proprio dall’imperfezione e dal conflitto. Entrambi i film mostrano l’impossibilità di “gestire” l’amore senza distruggerlo. In uno lo si plasma, nell’altro lo si elimina, ma il risultato è lo stesso, la perdita dell’autenticità del sentimento. Ruby Sparks è una favola amara sul narcisismo creativo, Se mi lasci ti cancello è una tragedia romantica sulla memoria. In comune hanno l’idea che amare significhi rinunciare al controllo, accettare l’altro come soggetto libero e imprevedibile, non come proiezione dei propri desideri. Due storie diverse, un’unica conclusione, l’amore sopravvive solo dove fallisce il potere.
